La vendemmia è ormai finita quasi in tutti gli areali vitivinicoli lombardi, ma se si viene in Valtellina è proprio alzando il naso verso le montagne che si ammirano le “RUPI” colme di bella Chiavennasca.
In queste settimane è iniziata la vendemmia della Chiavennasca, “il Nebbiolo delle alpi”, uno dei rossi italiani più freschi ed eleganti; qui la vendemmia si fa eroica come anche la coltivazione, si abbandonano trattori e vendemmiatrici e si torna alle proprie mani come mezzo di lavoro e a complessi sistemi di carrucole e scivoli per portar i nobilissimi grappoli verso le cantine per la diraspatura e la successiva fermentazione.
Qui nasce oltre al Valtellina DOC e Valtellina Superiore DOCG anche lo Sforzato di Valtellina DOCG, uno degli unici due vini a denominazione italiani passiti rossi secchi, che dopo un appassimento minimo fino al 10 dicembre viene diraspato e macerato a contatto con le bucce, per poi essere affinato 20 mesi e più in legno, visivamente come tutti i Nebbioli si presenta scarico di colore con un bel rosso granato, esplodendo al naso con una complessità aromatica invidiabile: note di frutta matura rossa, viola, minerali e liquirizia queste ultime prese imprestito dall’affinamento in legno.






