Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra (Mario Soldati)

“Il vino è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita, le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione, con il suo mondo. La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un soggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati.” (Mario Soldati, “Vino al vino”, 1969)

Soldati per sua stessa definizione grande “amatore del vino” è stato un wine blogger ante litteram; nel libro “Vino al vino”, di cui consiglio la lettura, narra con passione delle sue passeggiate enologiche alla ricerca di quello che gli piaceva definire il “vino prelibato”: un vino che “vuole essere scoperto e conosciuto in solitudine, o nella religiosa compagnia di pochi amici” senza condizionamento di etichetta. Gli itinerari tracciati da Soldati sono ancora oggi un’esperienza impareggiabile, ci accompagnano a scoprire l’autenticità di una civiltà legata alla terra che ha nel vino, frutto di un armonioso equilibrio tra natura e cultura, tra sapere e savoir faire, uno dei suoi prodotti più autentici.

Filiberto Lodi, amico di Soldati, sosteneva che bisogna andare dal vino senza aspettare che sia il vino a venire da noi!

In questo tempo di vendemmia suggerisco di leggere “Vino al vino” e di continuare la ricerca di Mario Soldati.

 Auguro a tutti, prendendo in prestito le parole dello scrittore, “la pazienza di cercare e la fortuna di trovare”!

Foto: Lorenzo Faverzani