Dalla bresciana Val Renada due etichette firmate Azienda Agricola Ronchi

Interpreti autentici dell’anima del terroir della Val Renada di Mompiano (BS), sono il Clivus e il Vis , due etichette di successo prodotte dall’Azienda Agricola Ronchi.

Portico della cantina

La particolare posizione e la vicinanza alla Val Fredda favoriscono una ventilazione costante e un‘ elevata escursione termica tra il giorno e la notte, fattore determinante per la concentrazione di sostanze aromatiche nella buccia dell’uva e quindi per un vino dal profumo intenso. La zona di Mompiano e valli limitrofe fin dall’antichità venne consacrata alla viticoltura, tant’è che il vescovo Ramperto la destinò ai monaci benedettini di San Faustino con una mission inequivocabile: ad vineas faciendas.

Germogli di Chardonnay

Il Clivus è un vino bianco fermo, elegante; viene prodotto esclusivamente con uve Chardonnay, vendemmiate a raggiunta maturazione tecnologica. Ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini e si caratterizza per un seducente effluvio che evoca l’invitante fragranza dei frutti a polpa bianca; il suo sapore si distingue per un retrogusto delicatamente acidulo.

Vigneto

Il Vis invece è uno spumante metodo classico Brut Millesimato, ottenuto da uve Chardonnay 90% e Pinot Bianco 10%, raccolte rigorosamente a mano e in cassette da 15 chili nel rispetto dei grappoli. Il profilo organolettico è caratterizzato da un colore giallo paglierino, con leggeri riflessi dorati, un perlage particolarmente fine, abbondante e persistente, dovuto alla bassa pressione durante la fase di affinamento sui lieviti a 5 bar, che dura ben 60 mesi come i Saten della Franciacorta.

Ma non è tutto, in bottiglia c’è tanto altro: ritroviamo la passione di Massimo Pagliari, ingegnere e architetto, che nella cornice di un contesto da favola bucolica ha progettato e costruito la cantina dell’Azienda Agricola Ronchi il cui nome fa riferimento ai caratteristici terrazzi che si trovano sulle pendici del monte Maddalena. Si tratta di una piccola realtà a conduzione familiare, gestita con dedizione dal figlio di Massimo Pagliari, Antonio; ha un’estensione complessiva di 6 ha di cui 2.5 specializzati nella coltivazione dei vitigni Chardonnay e Pinot Nero, i restanti ettari sono a bosco ceduo e castagneto da frutto, coltura tradizionalmente abbinata alla vite. Il podere possiede al suo interno anche un vecchio roccolo da caccia immerso tra castagni e marroni.

Foto: Lorenzo Faverzani